
Si avvicinano le regionali ed il PD entra in fibrillazione. Qui trovate l’ultimo bollettino aggiornato sulle candidature per le regionali regione per regione.
Vi segnaliamo anche il bell’articolo di Concita De Gregorio su Emma Bonino e Loretta Napoleoni che sono due eccellenti candidature in ogni caso. Lo trovate qui.
La De Gregorio svolgendo la sua analisi e le sue considerazioni, sottolinea anche che le primarie sono passate di moda.
Sinceramente cominciamo a temerlo anche noi e ce ne dispiace profondamente.
L’altra cosa che ci colpisce è questo correre appresso all’Udc a tutti i costi, a dispetto dei santi verrebbe da dire, ma noi qui ci limiteremo a scherzare con i fanti.
Intendiamoci. Sapevamo che il segretario Bersani aveva in mente un nuovo PD e un nuovo centrosinstra allargato e forse più spostato verso il centro. La cosa non ci sorprende. Affatto.
Ciò che ci lascia perplessi è questo cercare a tutti i costi le alleanze più ampie senza che sui giornali si senta una parola su programmi e piattaforme per le regionali.
Dalla lettura dei giornali sembra quasi che le alleanze vengano prima dei programmi. Come che la politica debba essere una sommatoria di sigle molte delle quali rischiano di essere vuote e poco rappresentative.
Ma come si fa a tener insieme una simile carovana?
E poi, permetteteci il dubbio, ma la gente che vota PD e centrosinistra, i nostri elettori e iscritti insomma, siamo sicuri che lo capiranno?
Noi ovviamente speriamo di sì e capiamo il momento importante rappresentato dalle regionali per la tenuta del PD stesso e per cercare di marcare un punto di ripartenza del centrosinistra in risposta a questo centrodestra che non fa nulla contro la crisi e per modernizzare il paese.
Lo capiamo bene e faremo tutta la nostra parte per rendere possibile una buona affermazione del PD e del centrosinistra con spirito di responsabilità.
Ciò nondimeno continueremo anche a spingere per avere un partito aperto e trasparente che faccia il miglior uso dei suoi strumenti già previsti e ben funzionanti: le primarie in primis ma anche i referendum tematici in secundis. Per dirne due.
Più d’uno ci ha detto che alle prime elezioni della storia gli uomini scelsero Barabba, a questa sfiducia nella persone e nel metodo democratico noi rispondiamo con le parole di quel sincero democratico che era Winston Churchill:
«È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora.»
Non male per il leader dei tories inglesi.
Continueremo a spingere e a impegnarci perché come abbiamo detto più volte noi non crediamo che il Partito Democratico, il nostro partito, possa aver paura dei suoi iscritti ed elettori, possa aver paura del metodo democratico, cioè della democrazia.
Ma quando si fara' della vera opposizione?.
RispondiEliminaBasta con i compromessi e gli inciuci.
ad oggi mi pare che a parte la proposta di un'importante riduzione dell'irpef da pagare con la riduzione dell'evasione non emergano le proposte strategiche per il paese. Una programmazione di lungo periodo è un'esigenza che va al di la delle scadenze elettorali. Con un'immagine chiara del sistema paese credo che si sarebbe decisamente più attraenti per l'elettorato e più chiari nelle alleanze. Francesco Romano
RispondiEliminaBersani si è trovato a dover scegliere tra il ricompattamento del Pd richiando di perdere alcune regioni o fare larghe alleanze senza un programma preciso e cercare di non perdere nessuna regione. Sono due scelte cmq rischiose e sinceramente mi trovo in grande difficoltà a sceglierne una, anche se il mio cuore preferirebbe la prima. Ho il timore che queste alleanze con un Pd così "fragile" ci portino ad essere, come succede spesso ultimamente, il capro espiatorio delle alleanze stesse....
RispondiEliminaP.S: condivido totalmente gli argomenti della nota e alle regionali voterò Pd.......Cocchi Franco....
Dobbiamo partire dalla considerazione che siamo ancora troppo deboli per imporci e che sentiamo con preoccupazione le emergenze.
RispondiEliminaSe si perde in modo disastroso (cosa facile), avremo una destra ancora più arrogante e i conflitti sociali dietro l'angolo.
Continuo a pensare che sia prioritario dare un profilo riconoscibile a questo PD, perchè la gente possa averne davvero fiducia come possibile alternativa a questa destra. Quello che sta facendo è il contrario. Continuare a cercare alleanze solo per combattere le destra ci porterà alla dissoluzione a tutto vantaggio degli alleati, che ci usano come scalino e aumentano il potere di veto. Una politica vecchia che ha già fallito. Perderemo un sacco di voti. Paola
RispondiEliminaaggiungo che nel PD di Bersani e D'Alema le primarie diventeranno uno sbiadito ricordo. Con buona pace di tutti coloro che hanno lottato perchè fossero una cosa seria e utile per riportare la gente a partecipare alla politica. Fino a quando il partito sarà in mano ai funzionari attenti solo ad assicurarsi una carriera o un posto di lavoro, non ci sarà spazio per alcun rinnovamento. E' una storia che si ripete dall'inizio degli anni '90. E qualcuno disse, giustamente "con questi dirigenti non vinceremo mai". I dirigenti sono sempre gli stessi, e anche se conserveremo qualche regione, sarà solo per conservare qualche spicchio di potere. A scapito delle politiche, che per far contenti i nuovi alleati, saranno sempre più simili a quelle che farà la destra. Clericali, conservatrici, piene di conflitti di interessi.
RispondiEliminaPer restituire credibilità alla politica, occorre sperimentare strumenti innovativi che consentono agli iscritti e agli elettori di esprimersi sulle linee politiche del partito e sulle scelte del personale politico. Quindi Primarie vere primarie sempre. Piuttosto che all'udc come alleato strategico penso piuttossto ai radicali con le loro belle lotte sulla questione delle condizioni nelle carceri da cui conseguono le proposte sulla giustizia. La lotta contro i permessi di soggiorno illegalmente ritardatari agli immigrati, oltre a praticare la solidarieta verso gli ultimi, denuncia in maniera inequivocabile la strumentalità di Maroni sulla tolleranza zero e di Brunetta sull'efficenza della pubblica amministrazione.
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